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Carne viva Domenico Cacopardo Sicilia, meta del '700. La famiglia Limiri di San Gabriele sta accrescendo la propria influenza sotto la guida del risoluto rnarchesino Giulio e con la protezione del potente e raffinato duca di Elinunte. Le manovre dei nobili si incrociano con quelle di gesuiti e domenicani, impegnati a contendersi, senza esclusioni di colpi, il predominio religioso nell'isola. Immergendosi con passione nel passato della propria terra, Domenico Cacopardo mette in scena personaggi indimenticabili, grandiosi e miserabili al tempo stesso, come frate Isidoro Cartello de Montemar, Accusatore Celeste nella Sicilia orientale, Mascarém Andradas Pinheco, alchimista, stregone e uomo di fiducia di Elinunte, e Costanza Mondìo, giovanissima moglie di Giulio Lìmiri, donna insaziabile e tanto bella quanto pericolosa.
Diario di un anno difficile J. M. Coetzee Il famoso e ormai anziano scrittore John C. - che vive in Australia ma è originario del Sud-Africa - è stato invitato a collaborare a un volume di saggi dal titolo "Opinioni forti". I suoi contributi toccano i grandi e/o controversi temi che piú gli stanno a cuore: l'origine dello Stato, Machiavelli, l'anarchismo, la guerra in Irak, Guantanamo, al-Qaeda, la vecchiaia, il suicidio, la morte, l'evolversi e impoverirsi delle lingue, la musica, la letteratura, la pedofilia... Un giorno, nella lavanderia del palazzo in cui abita, incontra Anya, una donna giovane e attraente che vive nel suo stesso stabile. Quando viene a sapere che è senza lavoro, le chiede di aiutarlo a trascrivere a computer i saggi che sta redigendo: una malattia - forse il morbo di Parkinson - gli rende ormai difficile la scrittura. Dopo qualche giustificata titubanza, Anya accetta. Si instaura cosí un rapporto sottilmente ambiguo e contraddittorio in cui si mescolano attrazione erotica, diversità di cultura, di estrazione sociale, di età, differenti modi di intendere l'esistenza. La relazione non mancherà di incidere sulla vita di entrambi ma soprattutto sulle riflessioni di John C. e prenderà una piega inaspettata a causa delle presenza di Alan, il compagno della donna, un consulente finanziario convinto assertore del neo-liberismo. Proseguendo nel suo percorso di ricerca di nuove forme narrative, J. M. Coetzee articola - anche graficamente - il romanzo su tre livelli: il diario dello scrittore che rende conto del divenire della relazione e dei progressi nella stesura dei saggi, le corrispondenti annotazioni di Anya che colloca gli avvenimenti in una luce molto diversa e infine l'esito stesso del lavoro di John C., i 55 contributi di "Opinioni forti".
Due vite in gioco Nora Roberts La vita di Phoebe MacNamara, tenente della polizia di Savannah, è stata segnata per sempre quando, da bambina, è stata minacciata per ore da un folle sequestratore. Oggi è la migliore tra i negoziatori in caso di sequestro di ostaggi, e mette in gioco la propria vita ogni giorno per sventare situazioni esplosive e salvare vite umane in pericolo. Phoebe sa quando è il momento di attendere e quando occorre entrare in azione, anche rischiando il tutto per tutto. È proprio la combinazione tra sensibilità e coraggio ad affascinare Duncan Swift. Dopo averla vista salvare uno dei suoi impiegati che stava per tentare il suicidio, Duncan vuole a tutti i costi portare nella propria vita quella donna così attraente e decisa. Phoebe è abituata a stare da sola, eppure nessuna delle sue abilità di mediazione riesce ad allontanarlo da lei...
L'emozionante storia di una donna capace di lanciarsi senza paura nel pericolo... ma che dovrà mettere da parte il coraggio per far entrare l'amore nella sua vita.
Durante Andrea De Carlo In un caldo pomeriggio di maggio, uno sconosciuto che ha perso la strada si ferma alla casa di Pietro e Astrid, due tessitori artigianali che vivono sulle colline marchigiane. Lo sconosciuto dice di chiamarsi Durante, ha pochissimi bagagli e un passato misterioso; non conosce il senso del possesso, e sembra del tutto incapace di mentire. Astrid ne è immediatamente affascinata, come quasi tutte le donne che lui incontra. Pietro - il narratore della storia - prova invece nei suoi confronti una profonda irritazione, come quasi tutti gli uomini.
"Caro Andrea, ho trovato in 'Durante' la tua vena migliore, di analista attento e implacabile delle dinamiche umane, e di scrittore che fa procedere la narrazione per impercettibili smottamenti: terremoti nelle vite delle persone non registrati se non quando è oramai troppo tardi; che segnano una cesura netta tra il prima e il dopo, una cesura che - quando i personaggi e il lettore se ne accorgono - è oramai impossibile ricomporre. Inoltre la tua scelta di far raccontare la vicenda da un punto di vista parziale - quale è quello di un personaggio troppo coinvolto nella storia, Pietro - è davvero efficace: permette a Durante di comporsi dalle voci contraddittorie eppure complementari dei personaggi, di farsi amare e odiare a seconda delle momentanee passioni e umori degli altri, fino a conquistare una identità precisa con il procedere delle diverse situazioni. Durante s'insinua inesorabilmente nelle esistenze normalizzate e piatte del gruppo di persone (e di chi legge). E a poco a poco ne individua i limiti, le fragilità, quasi volesse, col suo porsi innocente e sincero fino alla durezza, scardinare la parete di vetro dietro la quale quelle persone, quelle coppie vivono da tempo, avendo in questo modo anestetizzato e annegato i loro veri sentimenti ed emozioni. Chi legge non può fare a meno di chiedersi cosa direbbe di lui Durante. A tutto questo, e di più, inoltre, si aggiunge la tua scrittura, una ricerca stilistica che ti fa stare sempre un po' più avanti degli altri."
Grazie Gesù. La mia conversione dall'Islam al cattolicesimo Magdi Cristiano Allam "Per cinquantasei anni ho percepito me stesso come musulmano e, intorno a me, gli altri mi hanno individuato come un musulmano. A cinquantasei anni sono rinato da cristiano azzerando l'identità islamica, che ho consapevolmente e volutamente rinnegato. Dentro e fuori di me tutto cambierà. Nulla sarà più come prima." Nella notte del 22 marzo 2008, durante la Veglia pasquale celebrata da papa Benedetto XVI nella basilica di San Pietro, Magdi Allam ha ricevuto dalle mani del pontefice i sacramenti dell'iniziazione cristiana (battesimo, cresima, eucaristia) ed è diventato Magdi Cristiano Allam ("Ho scelto il nome Cristiano perché ho voluto che il messaggio fosse semplice ed esplicito. Chi mai potrebbe dubitare che Magdi Cristiano sia cristiano?"), completando un lungo e sofferto percorso che lo ha spinto a sancire il definitivo distacco dall'islam, la religione ereditata dai genitori, e da una storia personale di dubbi e lacerazioni. Com'era facile prevedere per chi nell'ultimo decennio è stato il musulmano che più di altri si è speso per affermare in Italia un islam della fede e della ragione, tanto da diventare bersaglio di minacce di morte da parte degli integralisti islamici che lo costringono a vivere sotto scorta, l'evento ha suscitato non solo l'interesse dei mass media di tutto il mondo, ma anche roventi polemiche, alimentate da quanti hanno considerato la decisione di Allam di rendere pubblica la sua professione di fede, e quella del papa di ratificarla, una sorta di 'provocazione', un modo di soffiare sul fuoco della "guerra di religione" e dello "scontro di civiltà". Puntuali sono arrivate le condanne degli estremisti islamici, ma aspre critiche sono venute anche dai "musulmani moderati", dai laicisti e da taluni esponenti della comunità cristiana. Ben più numerose, però, sono state le manifestazioni di affetto e solidarietà. Grazie Gesù è il racconto, ispirato ed emozionante, di una conversione religiosa, è un grido d'allarme in difesa della sacralità della vita e della dignità e libertà della persona e, insieme, un forte messaggio di speranza per un'autentica cultura del dialogo e della pace. Una cultura che non può fondarsi sul relativismo etico e sul 'politicamente corretto', ma solo sulla condivisione dei valori inalienabili e inviolabili della nostra umanità. "Io sono un ex musulmano che ora, da cattolico, intende essere testimone di una verità storica e promotore del riscatto di valori e di un'identità senza cui l'Occidente, che affonda le sue radici nella fede e nella cultura giudaico-cristiana, non potrà affrancarsi e confrontarsi costruttivamente anche con i musulmani. Pur prendendo radicalmente e definitivamente le distanze dall'islam in quanto religione, sono assolutamente convinto che si possa e si debba dialogare con tutti i musulmani che, in partenza, condividono, senza se e senza ma, i diritti fondamentali della persona e perseguono il traguardo di una comune civiltà dell'uomo."
Il bosco dei biancospini Maeve Binchy Intorno a un paesino irlandese e al suo antico santuario nel bosco (minacciato di distruzione per far posto a un'autostrada) si intrecciano le tante vicende di tutti coloro che, nel corso degli anni, vi sono andati in pellegrinaggio, ognuno con un peso sul cuore. Lilly a cui hanno rapito la bambina, suo marito che è diventato ubriacone, Helen che vuole tanto diventare madre, Judy che cerca marito, Vera l'anziana zitella che si è invaghita di un uomo più giovane di lei, e poi tutta una umanissima galleria di personaggi, con i loro vizi e le virtù.
Il tesoro di Gengis Khan Clive Cussler, Dirk Cussler Dirk Pitt e Al Giordino questa volta sentiranno la terra tremare sotto i piedi. Letteralmente. La minaccia che si trovano ad affrontare è probabilmente la più pericolosa della loro vita. Una minaccia che aggredisce la principale fonte di sostentamento dell'economia mondiale, e che affonda le radici nella leggenda del più grande condottiero di tutti i tempi: Gengis Khan, il cui impero, all'apice del suo fulgore, si estendeva dall'oceano Pacifico al mar Caspio. La leggenda avvolge non soltanto le sue conquiste ma anche, come Dirk Pitt scoprirà rischiando la pelle, la sua tomba e il tesoro, sepolto con lui in un luogo sconosciuto. Fino a ora. Tutto ha inizio sul lago Baikal, in Russia. Pitt e Giordino sono impegnati in una missione scientifica, affiancando per conto della NUMA alcuni scienziati russi, quando un'inspiegabile onda anomala rischia di travolgerli. Pitt riesce a salvare anche una squadra impegnata in ricerche petrolifere ma, quando la squadra viene sequestrata, Pitt si trova di fronte a qualcosa di ben più sinistro di un semplice evento naturale. Inizia così a seguire le tracce di un'oscura macchinazione internazionale che lo porterà in Mongolia, nella città di Xanadu, dove uno spietato e ricchissimo imprenditore nutre manie di grandezza e concepisce piani che si traducono in ondate di violenza. Dai gelidi laghi siberiani alle sabbie roventi del deserto del Gobi, fra pericoli, intrighi e avventure, Dirk Pitt e Al Giordino lotteranno strenuamente per impedire alla terra di tremare di nuovo, causando la fine della civiltà. Una corsa dall'esito tutt'altro che scontato...
Il treno dell'ultima notte Dacia Maraini Emanuele è un bambino ribelle e pieno di vita che vuole costruirsi un paio di ali per volare come gli uccelli. Emanuele ha sempre addosso un odore sottile di piedi sudati e ginocchia scortecciate, l'"odore dell'allegria". Emanuele si arrampica sui ciliegi e si butta a capofitto in bicicletta giù per strade sterrate. Ma tutto ciò che resta di lui è un pugno di lettere, e un quaderno nascosto in un muro nel ghetto di Lodz. Per ritrovare le sue tracce, Amara, l'inseparabile amica d'infanzia, attraversa l'Europa del 1956 su un treno che si ferma a ogni stazione, ha i sedili decorati con centrini fatti a mano e puzza di capra bollita e sapone al permanganato. Amara visita sgomenta ciò che resta del girone infernale di Auschwitz-Birkenau, percorre le strade di Vienna alla ricerca di sopravvissuti, giunge a Budapest mentre scoppia la rivolta degli ungheresi, e trema con loro quando i colpi dei carri armati russi sventrano i palazzi. Nella sua avventura, e nei destini degli uomini e delle donne con cui si intreccia la sua vita, si rivela il senso della catastrofe e dell'abisso in cui è precipitato il Novecento, e insieme la speranza incoercibile di un mondo diverso.
L'apocalisse rimandata, ovvero Benvenuta catastrofe! Dario Fo "Il dramma dell'inarrestabile surriscaldamento terracqueo non sembra sollevare timori e preoccupazioni eccessivi nella gran parte della popolazione del pianeta, ma esiste un certo numero di cittadini per i quali al contrario il problema sta diventando una disperata ossessione. Io personalmente, lo devo ammettere, faccio parte da tempo di quest'ultima tormentata categoria." Inizia così questa accorata riflessione di Dario Fo sulla catastrofe ecologica a cui andiamo incontro in una quasi totale, e colpevole, mancanza di consapevolezza. Ma ecco il capovolgimento del comico... E se la catastrofe si rivelasse in realtà una salvezza, addirittura una rinascita per il pianeta? Un bel mattino, a Milano, a Roma, o in qualsiasi altra città del mondo, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento, niente caffè al bar, niente benzina alle pompe. In un batter d'occhio crollano banche e assicurazioni, il denaro non vale più. Il panettiere con forno a legna è preso d'assalto, tornano in auge le biciclette e l'energia prodotta dal sole, dal vento e dai combustibili vegetali finalmente si afferma. Le guerre del petrolio non hanno più ragione di esistere. I potenti di turno rimangono intrappolati nelle loro ville superprotette e superaccessoriate, mentre i politici e i religiosi paludati smettono di fare chiacchiere inutili e razzolano insieme agli altri affamati. Le città si svuotano e si riempiono di nuovo le campagne. E ovunque si ritorna spontaneamente a riunirsi, a discutere... Fantasie? La nuova, geniale 'opera buffa' di un grande e imprevedibile Premio Nobel? "Mi rendo conto solo ora che, trascinato da una specie di catarsi immaginifica, mi sono lasciato trasportare dentro una simulazione di follia" dice Fo. Ma - ed è questa la vera conclusione - l'apocalisse verrà, per quanto ci rifiutiamo di vederla. Se l'umanità non rinsavisce, nella sua corsa cieca va dritta verso la fine.
La caccia. Io e i criminali di guerra Carla Del Ponte, Chuck Sudetic, Chuck Sudetjc Nessuno più di Carla Del Ponte ha lavorato per assicurare alla giustizia i responsabili dei peggiori crimini di guerra perpetrati nel mondo negli anni più recenti. Ben nota a livello internazionale fin dai tempi dell'inchiesta "pizza connection", quando insieme a Giovanni Falcone fece luce sui legami tra la mafia siciliana e il riciclaggio di denaro effettuato in Svizzera, nel 1999 l'ex procuratrice generale della Confederazione elvetica viene nominata dall'Onu Procuratore capo del Tribunale penale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia e viene contemporaneamente incaricata di seguire il dossier sul genocidio in Ruanda. Comincia allora una lotta tenace e coraggiosa contro la cultura dell'impunità ancor oggi dominante, una vera e propria 'caccia' di cui questo libro ricostruisce per la prima volta tutte le fasi decisive, i protagonisti, i retroscena fin qui mai rivelati. Sul banco degli imputati finiranno tra gli altri Slobodan Milosevic, Presidente della Serbia, Milan Babic, Primo ministro della Repubblica Serba di Krajina, il comandante paramilitare serbo "Arkan", decine di generali, comandanti di polizia e politici di ogni livello. Una lettura decisiva per capire in presa diretta gli ultimi quindici anni di storia europea, il futuro dell'area balcanica, l'intricata vicenda del Kosovo.
| La famiglia Aubrey Rebecca West Primo romanzo di una Trilogia, "La famiglia Aubrey" ripercorre le travagliate vicissitudini di una famiglia di artisti, in un universo dove niente è semplicemente quello che sembra, tra visioni profetiche del futuro e fantasmi del passato. Rebecca West restituisce una versione romanzata della sua infanzia, tra musica, politica e preoccupazioni finanziarie. I destini della famiglia Aubrey s'intrecciano in un flusso narrativo che scorre impetuoso tra i ricordi, evocando le tensioni sociali e le inquietudini di un'Europa alle soglie del Novecento.
La prova decisiva Lee Child Venerdì, le cinque del pomeriggio. Sei spari esplodono improvvisi in una cittadina di provincia dell'Indiana. Sei colpi di fucile su una folla inerme, in una piazza del centro. Persone qualsiasi, gente che va a far spese o che sta tornando a casa per godersi il weekend. A terra cinque corpi senza vita: quattro uomini e una donna. Chi è stato? Perché? Domande che sembrano trovare risposta quando, poche ore dopo, viene arrestato un ex cecchino dell'esercito, James Barr. Le prove contro di lui sono schiaccianti, inequivocabili, eppure lui sostiene che abbiano preso la persona sbagliata, e chiede una sola cosa: "Trovatemi Jack Reacher". Ma Jack Reacher è un uomo molto difficile da trovare. Dal giorno del congedo, l'ex maggiore della polizia militare vagabonda per il Paese, fedele solo a verità e giustizia. All'insaputa di tutti, però, dalle spiagge di Miami è già partito per l'Indiana: non tanto per aiutare James Barr, ma per onorare una promessa fatta quattordici anni prima e inchiodarlo definitivamente. Un thriller teso e sottile, un puzzle intricato dove vecchie e nuove storie si uniscono a sfidare la sagacia investigativa e la forza di Reacher. Un susseguirsi di colpi di scena che costringe a mettere continuamente in discussione ogni certezza. Fino all'ultima pagina.
La scomparsa delle api. Indagine sullo stato di salute del nostro pianeta Sylvie Coyaud "Se l'ape scomparisse dalla terra, all'umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente più piante, niente più animali, niente più esseri umani." (Albert Einstein) Questa frase, attribuita al geniale scienziato tedesco e a lungo considerata solo un paradosso e nient'altro che un'ipotesi quasi fantascientifica, si sta rivelando, da qualche anno a questa parte, molto più vicina alla realtà di quanto avremmo mai potuto immaginare. Per anni gli apicultori di entrambe le sponde dell'oceano hanno lanciato allarmi inascoltati, finché, nel febbraio 2007, negli Stati Uniti sono comparsi i primi dati ufficiali: mancano all'appello centinaia di miliardi di api, affette da un misterioso morbo. La notizia fa il giro del mondo, fino a quando, nel gennaio 2008, diviene chiaro che la grande moria riguarda anche l'Europa: 50 miliardi di api sono scomparse in Grecia, almeno 55 miliardi non fanno ritorno alle arnie nel nostro paese. Ma non è finita qui: lo stesso genere di notizie arriva da altri paesi europei, dall'India, dal Canada, dalla Nuova Zelanda. Qual è la causa di questo fenomeno, che sembra essere l'inizio dell'estinzione dell'ape? I ricercatori hanno avanzato diverse ipotesi. Si pensa che siano le onde elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari e dai ripetitori, si ipotizza che sia la conseguenza della diffusione di organismi geneticamente modificati nell'agricoltura, si sospetta che sia una delle tante conseguenze del riscaldamento globale. La scomparsa in massa delle api ha assunto dimensioni tali da non poter essere più ignorata. Se oggi ci sembra improbabile che l'umanità possa estinguersi per una causa apparentemente così banale, di certo un evento di questa portata appare come una sorta di campanello di allarme: forse ci siamo spinti troppo in là nella manipolazione del nostro ambiente naturale. Partendo da un'arnia deserta in Florida, Sylvie Coyaud ci porta con sé in un viaggio appassionato attraverso paesi vicini e lontani. Nella certezza che 'trovare il colpevole' della scomparsa delle api potrebbe essere il primo passo per scongiurare una futura catastrofe ecologica sul nostro pianeta.
Lazarus vendetta Patrick Larkin, Robert Ludlum Santa Fe, New Mexico. Fuori dal Teller Institute è in corso una manifestazione di protesta contro l'ultimo ritrovato della biotecnologia: si tratta dei nanofagi, sofisticatissimi e micidiali microcongegni che potrebbero essere in grado di distruggere il cancro, ma anche di annientare una vita umana in pochi istanti. Mentre migliaia di persone scandiscono all'unisono slogan di protesta, la manifestazione prende una piega inaspettata: un gruppo di presunti agenti del Servizio segreto presidenziale, con un colpo di mano, fa sgomberare il laboratorio. Quando la folla vi si riversa, è il massacro. II reparto di nanotecnologia salta in aria e centinaia di manifestanti perdono la vita. Le agghiaccianti immagini della tragedia si diffondono sui network di tutto il mondo; la CIA e l'FBI sono nell'occhio del ciclone, e l'ambiguo Lazarus Movement, ispiratore dell'ondata di terrore e indignazione che scuote l'opinione pubblica, è ai vertici della popolarità. C'è solo un uomo in grado di prendere in mano le indagini: è Jon Smith, agente speciale della Covert-One. Far luce sulla reale natura di Lazarus e sui suoi intenti si rivela un'impresa quasi impossibile; ma tutti, prima o poi, commettono un errore, e Jon Smith aspetta solo il momento giusto per scagliarsi contro un nemico ancora senza volto. Un nuovo avvincente capitolo della serie Covert-One, per esplorare, attraverso le fulminanti invenzioni del grande Ludlum, il tema controverso del progresso tecnologico e delle sue aberrazioni.
Le voci del bosco Mauro Corona "Sono venuto a conoscenza del linguaggio degli alberi, stagione dopo stagione, anno dopo anno, camminando dietro al mio vecchio e guardando prima con i suoi occhi e poi, un po' alla volta, con i miei. È stato tutto naturale. Il passaggio tra larici, aceri, maggiociondoli, carpini e molti altri legni ha accompagnato la mia infanzia. Ogni albero ha una voce, un carattere, un uso." Così, cominciando dai ricordi più lontani, Mauro Corona ci prende per mano e accompagna anche noi in una passeggiata attraverso i suoi boschi. Dalle pagine di questo delizioso, piccolo libro, e dai disegni dell'autore che le arricchiscono, impareremo che ogni albero, come noi, ha una struttura fisica, un carattere, una spiccata inclinazione. Accadrà che ci riconosciamo nell'elegante betulla, nel generoso cirmolo o nella tenacia dolente dell'ulivo nodoso. E ci capiterà anche di scoprire che ogni legno dà il meglio di sé solo in alcune circostanze: l'acero, per esempio, che può essere tagliato solo in una certa direzione "perché è un legno bello, elegante, ma di facciata. Come tutte le cose solo appariscenti, è intimamente delicato e con un colpo di manéra, neanche tanto violento, lo puoi spezzare in due"; oppure quel larice, che non può essere usato per trarne le doghe dei barili "perché da piccolo è stato maltrattato. Il vento lo ha contorto quando era ancora un virgulto e le sue fibre, dalla base alla punta, non sono più diritte"; o ancora il maggiociondolo, utilizzato da secoli per le spine delle botti e i pali delle vigne perché "a differenza che con gli uomini, l'alcol non riesce a distruggerlo". Se, silenziosamente attratti dalla profonda umanità della natura, lasciamo le nostre città, facciamo silenzio, e sotto la guida di Mauro Corona ci addentriamo nel bosco, queste e molte altre saranno le sorprese che ci attendono...
Nemico senza volto Charlotte Link Una notte tempestosa d'agosto: una barca a vela fa naufragio vicino all'isola di Skye. I proprietari, i tedeschi Livia e Nathan Moor, riescono a salvarsi a fatica e vengono accolti nella casa di vacanza dei coniugi Quentin. Nathan è palesemente attratto da Virginia Quentin, una trentacinquenne in crisi, con frequenti attacchi di panico, che riesce a trovare un po' di tranquillità solo con Kim, la figlioletta di sette anni. Ed è così che cerca di avvicinarla anche dopo il ritorno a casa dei Quentin, a King's Lynn, una cittadina funestata dal ritrovamento dei cadaveri di due bambine del luogo, violentate e uccise. Dopo un iniziale momento di smarrimento, Virginia crede di trovare in Nathan l'uomo che le restituirà la gioia di vivere, lontana da un marito di cui non è innamorata e da un oscuro passato che grava sul suo presente. Ma le cose sono destinate a subire una brusca svolta quando anche la piccola Kim scompare, insinuando nell'animo di Victoria un dubbio angoscioso... Charlotte Link sa dare voce come pochi altri scrittori alle paure che ognuno di noi segretamente coltiva, in un noir pieno di suspense e come sempre attento alle minime sfumature psicologiche dei personaggi.
Paracelso. L'ultimo alchimista Philip Ball Alchimista, mago e profeta, sedicente dottore in medicina e teologia, Theophrastus Bombast von Hohenheim, meglio noto come Paracelso, fu uno scienziato errante. Calcò i sentieri di mezza Europa negli anni più irrequieti del Rinascimento, tra i fuochi della Riforma protestante e i primi barlumi della rivoluzione scientifica. Ecclesiastici e accademici tremavano al suo nome. Folle di bifolchi, ma anche grandi regnanti, si affidavano alle sue cure e ai suoi insegnamenti in cerca di miracoli, alimentando un mito già vivo a quel tempo e che ancor oggi vorrebbe riconoscere in lui il Faust sceso a patti con il diavolo. Dopo aver studiato medicina in Germania e in Italia si dedicò ad arti misteriose, nelle quali convergevano astrologia e alchimia, spirito di osservazione e trucchi da ciarlatano. Formulò una filosofia dell'universo elaborata ed eccentrica, in cui scienza e razionalismo non sarebbero più stati in conflitto con misticismo e superstizione; teorizzò le relazioni tra microcosmo e macrocosmo, e per questo sarebbe stato a torto riscoperto come precursore dell'omeopatia. Irrise la medicina ufficiale, quella dei chirurghi dal coltellaccio facile e degli eruditi mai scesi dalla cattedra. E mentre cercava cure alternative alle dolorose pratiche dell'epoca, studiò le proprietà terapeutiche dei metalli, trovando - così vuole la leggenda - la Pietra filosofale. Intemperante e anticonformista per vocazione, amava ubriacarsi nelle osterie e sfidare il senso comune denunciando la cecità dei suoi contemporanei. In questa biografia vivida e appassionante, Philip Ball rispolvera la gloria controversa di un uomo folle e geniale al tempo stesso, che non esitò a valicare il precario confine tra antico e moderno, tra razionale e irrazionale, in nome dell'autentica sete di conoscenza, o della più spregiudicata arroganza intellettuale.
Pochi inutili nascondigli Giorgio Faletti Sette racconti, sette storie del mistero nella scia di Poe, Lovecraft e King, che si servono del fantastico per far emergere uno smarrimento nuovo, un panico sconosciuto. Gomme capaci di cancellare case e uomini, prati maledetti, mostri gentili e manichini animati, atmosfere quiete che esplodono all'improvviso mettendoci di fronte a quella particolare forma di orrore che solo l'incomprensibile può suscitare.
Prima di sparire Mauro Covacich "I frammenti di un romanzo che sognavo di scrivere giacevano inerti sotto il peso delle cose che mi erano successe negli ultimi diciotto mesi, forse dovevo provare a raccontare quelle. Cosí ho cominciato. Il motto che avevo in mente era 'Questi fatti esistono, queste persone esistono, io esisto'". Quando la vita spazza via la letteratura, è perché s'impone col suo carico di verità: la scrittura s'inceppa proprio dove la vita dello scrittore preme con potenza, con la necessità del sangue che corre, alla ricerca di una forma. Intorno alla pagina bianca, la stanza si riempie di sensi di colpa, telefonate clandestine, disperati tentativi di reprimere per amore della moglie un nuovo amore nascente. D'un tratto la vicenda privata diventa storia di tutti, attraverso una scrittura che si mette totalmente in gioco in una paradossale "confessione con personaggi". Lo scrittore divora l'uomo che vive e regala a chi legge le parole per comprendersi.
Accettando la sfida impudica di dire "io", Mauro Covacich ha scritto il suo romanzo più coraggioso e piú bello. Una storia cosí vera da essere viva, un libro straziante sul desiderio e l'abbandono.
Quaderni della guerra e altri testi Marguerite Duras I "Quaderni della guerra" costituiscono la parte più importante degli archivi depositati da Marguerite Duras all'lmec (Institut Mémoires de l'édition contemporaine) nel 1995. Scritti tra il 1943 e il 1949, sono rimasti a lungo chiusi nei mitici "armadi blu" della sua casa di Neauphle-le-Chàteau; la loro pubblicazione permette l'accesso a un documento autobiografico unico e a una testimonianza preziosa sul lavoro letterario della scrittrice ai suoi inizi. Il contenuto di questi quattro quaderni eccede ampiamente il quadro della guerra, malgrado la nota apposta da Marguerite Duras sulla busta che li conteneva, ora diventata il titolo del volume. In effetti, troviamo racconti dove evoca i periodi più cruciali della sua vita, in particolare la gioventù in Indocina; abbozzi di romanzi in corso, come "Una diga sul pacifico" o "Il marinaio di Gibilterra"; o il racconto all'origine de "Il dolore". Dieci "altri testi" inediti, contemporanei alla stesura dei quaderni, completano quest'immagine di un'opera nascente dove si disegna l'architettura primitiva dell'immaginario durassiano.
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